La cucina “Ciocheciò ” come forma di turismo relazionale, esperienziale e, sopratutto, sostenibile

Di Roberto Ferretti

La filosofia della “Cucina ciocheciò” si fonda sul concetto di “turismo di relazione” caratterizzato da una ospitalità genuina, senza formalismi, basato sulle cose semplici e autentiche. Il modello di riferimento è quello del nostro passato nel contesto rurale, dove le persone che si spostavano da un luogo all’altro, per motivi diversi, ricevevano spesso questo tipo di ospitalità, sia che si andasse a trovare un parente o un amico o spesso per una situazione del tutto casuale. La cucina ciocheciò rappresenta anche una modalità di “Turismo sostenibile”, in quanto soddisfa i bisogni del turista e della comunità locale dal punto di vista “ambientale, sociale-culturale ed economico”.
Chi decide di ospitare delle persone, magari in occasione di un evento, lo fa utilizzando le risorse presenti nella propria comunità e adottando diverse modalità.

  • Li possiamo ospitare nella nostra abitazione, come si farebbe con parenti o con amici. Come li accogliamo? cosa proponiamo per rendere il loro soggiorno il più possibile gradevole ed interessante? Probabilmente offriamo loro dei bei pranzetti, coinvolgendoli magari nella preparazione; li accompagniamo a scoprire le bellezze del luogo; visitiamo le chiese, i musei ed altri luoghi di interesse.  A volte li portiamo in alcune aziende  per degustare le specialità locali, dove potranno, se vogliono,  acquistare prodotti di qualità. Qualche volta andremo a pranzo  o a cena in un ristorante tipico; mangeremo un gelato o una pizza insieme; presenteremo loro i nostri amici. Nessuno si sognerebbe  di chiedere ai parenti e agli amici di pagarci il loro soggiorno nella nostra abitazione. Normalmente gli ospiti si sdebitano portando dei regali o ricambiando l’ospitalità nello loro comunità di residenza o contribuendo in qualche modo alle spese. Qualcuno potrebbe mai sostenere che questa modalità non rientri nel concetto di turismo? Si legga la definizione nelle note a piè di pagina. A mio parere, non solo situazioni come queste rientrano nel concetto di turismo, ma appartengono anche ad una tipologia ben definita, cioè al cosiddetto “Turismo sostenibile”, in quanto soddisfano tutti i bisogni, non solo quelli ambientali e socio-culturale, ma anche quello economico. Infatti, i  nostri ospiti spenderanno dei soldi tutti a vantaggio della comunità locale: nei musei, nei servizi, negli esercizi commerciali e artigianali, nei bar, ristoranti, ecc.
  • Un’altra modalità è rappresentata da chi, titolare di una struttura ricettiva, ospita delle persone nel proprio esercizio dedicando loro una parte del loro tempo per rendere il più possibile gradevole la loro vacanza (Turismo relazionale). Ad esempio, possono accompagnare gli ospiti a fare un giro per ammirare le bellezze del luogo. Qualcuno può forse avanzare l’ipotesi che si stia usurpando il lavoro ad una “guida turistica”? Niente di più falso. Le guide turistiche professionali, invece, saranno regolarmente richieste quando si tratterà di illustrare dei monumenti o visitare un museo o esplorare bellezze paesaggistiche, facendo dei percorsi naturalistici. E le guide dovrebbero ringraziare proprio le  persone che accompagnano i loro ospiti, spendendo una parte preziosa del loro tempo, se potranno  esercitare nel miglior modo possibile la loro professione. Contrariamente alla prima modalità, in questo caso, anche chi ospita turisti nella propria struttura ricettiva riceverà, ovviamente, un beneficio economico al pari di altre risorse presenti nella comunità.
  • Un’altra modalità ancora è rappresentata da chi ospita delle persone per un evento, creato da lui o da altri, occupandosi personalmente di reperire un alloggio presso strutture ricettive presenti nella propria città o nella propria zona. In genere ci si rivolgerà a strutture che si conoscono e di cui si ha fiducia. Anche in questo caso c’è una ricaduta economica per la comunità che può estendersi a chi ha organizzato l’evento se questo comporta un costo per i partecipanti, ad esempio: un corso di cucina o di yoga ecc. ecc.

Queste tre modalità di ospitalità caratterizzano, nella sostanza, una proposta di “Cucina ciocheciò”.

Oltre all’ ospitalità essa prevede, tra gli scopi principali, la condivisione con gli ospiti di un banchetto, proponendo cibi stagionali, territoriali e piatti della tradizione locale, possibilmente preparati insieme o rivisitati creativamente, in un clima di amicizia e convivialità.

Anche la preparazione di questo banchetto può  avvenire  secondo  diverse modalità, ne citiamo alcune:

  1. Può svolgersi in un ristorante;
  2. Può svolgersi anche in una abitazione privata, senza nessun compenso se non accettando i presenti che i partecipanti avranno il piacere di offrire per ricambiare l’ospitalità;
  3. può svolgersi presso l’abitazione di qualcuno che ha deciso di aprire, ad esempio, un “Home restaurant”.

L’Home Restaurant è già oggi una realtà e proprio in questi giorni è in discussione al Parlamento una legge che disciplina questa attività.

La legge ha già avuto una sua approvazione alla Camera ed è passata al Senato. Per saperne di più si veda il sito http://www.studiocataldi.it/articoli/24767-home-restaurant-arriva-la-egge.asp?gclid=COv3zKua9tICFY0A0wod_boA4A. Si consulti, inoltre, il sito ufficiale degli Home  Restaurant: http://www.homerestaurant.com/it/legislazione-home-restaurant.

Se esiste un turismo sostenibile, esisteranno anche forme di turismo “non-sostenibile”.

Un esempio di turismo non-sostenibile è rappresentato dal modello “Resort” (resortir, cioè “uscir fuori dalla propria quotidianità per trovare un rifugio, in genere di lusso”) come i villaggi vacanze all-inclusive, i Club Med, i campeggi all-inclusive, le navi da crociera, ecc.

Il modello dei resort, creati per lo più a grandi tour operator  o da potenti gruppi finanziari, segue la logica capitalistica del profitto individuale o di pochi. Questa proposta, tanto cara ad un personaggio come Briatore, viene realizzata secondo uno schema che si ripete, in modo del tutto simile,  in ogni parte del mondo, sull’esempio del Mc Donald o dei grandi centri commerciali. Anche i resort, come altre strutture analoghe in altri settori, rappresentano dei “non -luoghi”, cioè contesti dove sono annullate le coordinate spazio-temporali e la vita delle persone è  collocata in una dimensione “sospesa” al di fuori della realtà quotidiana concreta.

I benefici che queste imprese apportano alle comunità che offrono gli spazi per le loro installazioni sono marginali e spesso creano più disagi che benefici alle popolazioni locali.

A volte costituiscono delle vere e proprie minacce per il patrimonio ambientale e culturale del posto; inoltre la relazione con gli abitanti del luogo è inesistente. Si veda, ad esempio, le grandi navi da crociera che entrano nel porto di Venezia https://www.facebook.com/comitatonograndinavi.

Per concludere, esiste un “Turismo Sostenibile” e un “Turismo Non-Sostenibile” per la comunità locale. La proposta della cucina “Ciochecio” rientra perfettamente nella prima forma di turismo, in quanto è legata strutturalmente alla comunità locale e cerca di apportare piccoli ma concreti benefici alla popolazione, nel rispetto dell’ambiente, del patrimonio storico, culturale ed artistico, creando nel contempo relazioni umane positive e significativi con i visitatori.

NOTE

  • Turismo L’insieme di attività e di servizi a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport ecc. Il t. è pertanto trasferimento ciclico: partenza dal domicilio abituale, arrivo ed eventuale soggiorno nella località di destinazione, ritorno alla località di partenza. (Enciclopedia Treccani)
  • Turismo è l’insieme delle attività realizzate dalle persone durante i loro viaggi e soggiorni in luoghi diversi da quello di residenza, per un periodo di tempo che va da almeno due giorni (minimo un pernottamento) a un anno, a scopo di vacanza, … (Definizione del WTO, World, Tourism Organization)
  • Turismo Sostenibile. Secondo il WTO (Organizzazione Mondiale del Turismo) “lo sviluppo del turismo sostenibile soddisfa i bisogni dei turisti e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro”. In  base  alla  definizione  generale  di  sviluppo  sostenibile,  anche  lo  sviluppo  del  turismo sostenibile deve fondarsi su tre pilastri e cioè: sostenibilità sociale, sostenibilità ambientale, sostenibilità economica

 

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